domenica 5 novembre 2017

Lucca 2017: la sempre più sgargiante conferenza Dynit


-Premessa: Come ogni anno eccoci al rituale appuntamento "top" per chi ama l'animazione giapponese che si può usufruire legalmente in Italia, subbata e doppiata. Visto che sono un dinosauro ribadisco, per chi non mi conosce un po', che mi interesso per lo più agli anime doppiati che possano nel breve periodo arrivare in home video. I vari servizi on - demand arriveranno comunque a conquistare il mondo a prescindere delle mie resistenze e tutti saranno felici di avere la casa sgombra da dvd e videocassette. Tutti felici fino a quando si accorgeranno che se vorranno vedere un film (sicuramente non in italiano) non potranno perché la pellicola è stata messa all'indice in Polonia perché la protagonista porta la gonna corta... ma questa è un'altra storia. Torniamo in tema: gli anime. In Italia Dynit guarda al futuro e Yamato al passato, pur con le mille eccezioni specifiche. Vogliamo bene ad entrambe quando ci confezionano dei bei prodotti, siamo contentissimi che Yamato, tra un Daiapolon e un Kyashan Sins (ma dove era finito?) annunciati tra le varie novità lucchesi, ci porti in home video, dopo i soliti tot anni di "proprietà sfruttata male Mediaset", la serie "giacca blu" di Lupin The third (magari epurata dalla opening di Moreno) e il bellissimo La donna chiamata Fujiko di Koike (e sul punto spero di non dover attendere millenni per i film spin-off della suddetta serie dedicati a Jigen e Goemon , che sono una figata totale).
Dynit, nonostante il periodaccio per le nuove acquisizioni (Netfix-piglia-tutto) ultimamente ha ingranato il turbo. Mentre la Lucca dell'anno scorso era stata non ricchissima di novità, la casa bolognese aveva spalmato più annunci su più eventi fieristici stagionali. Molte  pellicole anime sono arrivate in sala e pure con importati riscontri di pubblico, molti anime annunciati e arrivati a casa. Questo anno è stato ricchissimo e tra Starblazer/Space Battleship Yamato 2099, Hellsing Ultimate (che Dynit completerà dove Kaze aveva smesso), Drifters, SAO - The movie, Shin Godzilla, kiseiju, Gundam (Thunderbolt e Origin) e le opere di Shinkai (il premiatissimo e adoratissimo Your Name su tutti, che a Lucca ha uno stand ad hoc e ha pure avuto ieri una propria conferenza sul fenomeno) mi ritengo più che soddisfatto. Sono riusciti pure a portarmi in sala a vedere Yugi-Oh, che sopporto poco da sempre, e mi è pure piaciuto (nella sua assurdità)! Peraltro mentre ancora i microfoni della conferenza lucchese sono spenti ci sono già una valanga di titoli pronti a sommergerci a casa nei prossimi mesi: Starblazer 2202 (speriamo presto), il nuovo Eureka Seven (Hi-evolution), Fate/Stay Night Unlimited Blade Works... il piatto è ricco e siamo tutti contenti. Cosa succederà tra poco? Finalmente annunceranno (ascoltando le preghiere degli esauriti come me) Gundam  8th MS Team o Kill La Kill

-Buio in sala: arrivano conferme su Eureka Seven Hi-Evolution, il  remake/reboot della serie classica (immagino roba stile rebuilt di Evangelion). La serie sarà ridisegnata ma il doppiaggio dovrebbe coincidere con l'originale salvo alcuni passaggi (almeno per il primo film, proprio come il primo rebuilt di Eva). Eureka mi piace molto e sono contento delle news che circolano in rete in questi giorni. 



Arriverà in home video doppiato anche Yamato 2199 Odyssey of the Celestial Ark, film che si colloca prima del rush finale della serie 2199 introducendo i cattivoni del popolo della cometa della serie successiva, la 2202, già in passaggio streaming su VVVVID... che arriverà in home video prima o poi. 



Dopo le conferme, un po' di vintage che non guasta mai. Dynit porterà in alta definizione le serie classiche Tatsunoko: Tekkaman, Kyashan (visto gli annunci Yamato, che comprendono oltre a Kyashan Sins pure l'edizione blu ray di Kyashan il mito e la nuova edizione Koch Media del film dal vivo, tra quest'anno e il prossimo potrete recuperare tutto il possibile sullo storico ragazzo androide) e Polymar. Ogni serie avrà il suo bel cofanetto unico in blu ray. 



Inoltre arriveranno pure i mitici film Toei Classic: La grande avventura del principe Valiant, Ali Babà e i quaranta ladroni, 20.000 leghe sotto i mari, i vari film del gatto con gli stivali e Remì. Una valanga di vintage, opere che faranno la felicità di molti appassionati. 



E arriviamo alle novita' "nuove"... 

-Confermato il terzo film antologico dell'Attacco dei giganti. E in fondo a questi film (Dynit ha portato pure i primi 2, anche in sala) io non riesco a volere male. La serie TV è bella ma anche ultra - lenta. Ogni cur è di 12/13 puntare da 20 minuti alias 240 minuti circa e il film traduce ogni ciclo in 130 comodi minuti. Si perde qualcosa, ovvio, ma le lungaggini vengono bandite e la qualità tecnica in alcuni frangenti è pure implementata. Purtroppo questo giro niente cinema 



-Continuiamo con Gundam Thunderbolt: Bandit Flower. È un film-compilation + extra di 4 ONA (original net animation) che continua laddove il primo film - compilation, December Sky, terminava. Io amo alla follia Thunderbolt, lo considero disneyanamente il "Fantasia" di Gundam, tanta musica "fusion" a descrivere i balletti impossibili di mobile suit e proiettili in un vuoto cosmico carico di detriti e cadaveri. E' la storia di due assi del combattimento che militano in due fazioni diverse, con rispettiva storia da lacrime torrenziali da una parte e azioni di guerra eroiche dall'altra. È animato in modo pazzesco, è veloce, ha dei personaggi schizzati (il federato  Io Fleming soprattutto, ma pure il buon zioniano Daryl ha i suoi attimi di pazzia autodistruttiva) è tristissimo nella trama di quel triste assoluto in cui sguazza la maggior parte delle opere gundammose legate al topos narrativo del'Universal Century. Bello qui il nuovo Atlas, i combattimenti sottomarini è un personaggio femminile tosto. A trovare il capello questo Bandit Flower è meno "conclusivo" di December Sky, ma per quello ci sarà un prossimo anime probabilmente tra un anno o due. Purtroppo non arriverà al cinema, visto che December Sky è andato malino... peccato. 



-Akira per il trentennale ridoppiato e pure al cinema. Sono eccitato e ho paura. Akira ce l'ho nel DNA nella sua versione doppiata dalla Eagle Pictures, però la versione successiva, by Dynit, con la nuova orchestrazione (ma stesso doppiaggio) è da paura. La Dynit promette un adattamento impeccabile (quello Eagle era un po' "personale" diciamo) e un cast vocale da urlo. Poi il fatto di vederlo sul grande schermo... sarà spaziale..


-Tokyo Ghoul The Movie. Ecco, questo potrebbe essere qualcosa di fantastico o terribile, devo prima vederlo. Ho visto al far East  i due film live - action di Kiseiju e quelli solo bellissimi, davvero curati e con pazzeschi effetti speciali. Mi piacerebbe vedere quelli in italiano, ne varrebbe la pena. Per ora sospendo il giudizio ma sono estremamente contento che Tokyo Ghoul venga supportato così bene nel nostro paese, tra Dynit e J-Pop. Ci sta arrivando davvero "tutto", dai fumetti (che sono per me comunque la cosa più bella di questo fenomeno), ai romanzi, alle serie TV (forse quest'anno, parlo ormai del 2018, pure l'arco narrativo Tokyo Ghoul: RE dovrebbe iniziare ad essere animato), agli oav, pure le maschere!! Peraltro il fumetto - base sta andando in direzioni interessanti, mi sta piacendo. Questo film andrà al cinema comunque, sarà interessante vedere se avrà successo perché potrebbe essere il primo di una serie di live action tratti da anime/manga.



- Fate / Stay Night Heaven's Feel: presage Flower. Primo di una trilogia di film a opera di Ufotable annunciata già nel 2014 insieme a Fate/Stay Night: Unlimited Blade Works (che ricordo uscirà a fine ottobre in italiano in home video by Dynit). È il seguito diretto di Fate/Zero (che Dynit non esclude di considerare in futuro), che a sua volta è il prequel di Fate/Stay night "base" (che magari non vedremo mai in italiano o forse sì). Ora per farvi impazzire dovrei parlarvi di "route", di visual novel, videogame collegati pubblicati su console ormai defunte e roba più o meno introvabile. In più di una imminente serie in esclusiva Netfix (Fate/Apokrypha)... ma non lo farò. Questa saga si può seguire in blocchi autonomi che raccontano storie diverse, in cui si muovono alcuni personaggi ricorrenti. Il succo è che ogni volta si tratta di una storia fantasy, una storia piena di azione ma anche molto divertente, "sentimentalosa" e animata molto bene. Poi ci si può appassionare e recuperare quanto di recuperabile, tipo i fumetti Star comics o la futura serie Netfix, però si può sempre "salire" a bordo, e questa trilogia di film non sembra affatto male così come ubw non è niente male. 




- Mirai, il nuovo film di Mamoru Hosoda! Dopo il successo di La ragazza che saltava il tempo, Summer War, I bambini lupo, Boy and the Beast, Dynit si è accaparrata  l'opera che attualmente sta creando il portentoso regista, in uscita nelle sale giapponesi a luglio 2018. La storia parla di un bambino piccino che non riesce a farsi una ragione dell'arrivo in famiglia di una sorellina. Ad aiutarlo in questa "transizione" (come dicono gli psicologi) interverrà una componente magica inaspettata: un giardino che è in grado di fargli fare dei viaggi indietro nel tempo.  
Kill la Kill: incredibile ma sì!! Ma "forse" anzi... scaramanticamente non mi pronuncio fino a che la notizia sarà confermata al 100%, ma sono decisamente euforico. Kill la Kill è un'opera figlia di Gurren Lagann. È estrema, è sexy, è molto ironica e soprattutto "iconica". Parla di scuola, ragazze forti, di bullismo, di amicizia e di... simbionti alieni che amano trasformarsi in vestitini sadomaso. Si può dire che Dynit negli anni abbia pubblicato quesi "tutto" della etichetta di produzione (da principio fu Gainax, da cui si spaccò / stacco' / non si sa bene il "gioioso" studio Khara) da cui è "figliato" lo staff (studio Trigger, autore anche di Gurren Lagann) di questo anime. Kill la Kill mancava all'appello, ma fino a quando non ci dicono "Sì "... 




Insomma, questo è più o meno tutto. C'è aria di gioia ma non mancano i nuvoloni cupi all'orizzonte. L'animazione giapponese piace, ma questo attira sempre più competitor giganti come Cruncyroll e Netfix che hanno il portafoglio multidimensionale. Per case piccole ma combattive come Dynit e Yamato la lotta si fa dura, perché non sempre acquisire la serie che si vorrebbe è automatico, anche se si parla di seconde stagioni di serie da loro già editate. Il rischio è che i giganti comprino per il solo gusto di sottrarre mercato ai piccoli, senza dedicarsi a una localizzazione del prodotto curata. Ovviamente speriamo che questa sia solo un'ipotesi, ma ci auguriamo al contempo che l'etichetta bolognese e quella milanese abbiano ancora qualcosa da dire per molto tempo a questa parte. 
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mercoledì 1 novembre 2017

The Steams

La Noise Press ci porta tra i vapori e marchingegni dell'epoca vittoriana Steam-punk e noi non vediamo l'ora di trovare i numeri di questa serie nelle fiere e in fumetteria 



- L'alto e il basso del vapore: Siamo in epoca vittoriana, in piena Londra. Tra strade brulicanti di gente fin su sugli Zeppelin, Lady Ward è una stupenda bond-woman dalla chioma rossa fuoco, aristocratica quanto letale, implacabile. Non fatevi ingannare dal cappellino alla moda e dal corsetto che la stringe in vita: nascondono più di una sorpresa hi-tech che le permette di tenere testa a psicopatici, mostri e pasticci bio-genetici. Nel suo mondo non c'è solo energia e vapore, nell'aria si respira la tecnomagia e proprio questa strana arte porterà la nostra eroina in un incarico pericoloso che va a scavare dove è meno protetta e armata, all'interno della sua storia personale. 
Lontano dai cieli e dai merletti dell'alta società, Azarov "l'orso" con i suoi muscoli e baffoni a manubrio combatte nella nobile arte della boxe incrociando i guantoni con gente che ha sostituito le braccia con innesti biomeccanici. Vorrebbe cambiare vita, vorrebbe realizzarsi, ma una simpatica canaglia come Clint lo trascina nottetempo in una serie infinita di guai da risolvere a cazzottoni. E Azarov mena quanto Bud Spencer in questo adrenalinico action al vapore



- Quando il fumo non è sempre una cosa negativa: Videogiochi come le saghe di Bioshock e Dishonored, film come I tre moschettieri di P.T. Anderson, gli Sherlock Holmes di Guy Ritchie, Laputa di Miyazaki. I fumetti  come Graystorm della Bonelli, Fullmetal Alchemist della Arakawa, Le sentinelle di Breccia e la lista è lunga. Un futuro "visto dal passato" con cieli resi plumbei dai costanti vapori immessi dalle fabbriche in cui lavorano, ammassati, gli operai dei ceti più umili. Gli stessi cieli solcati di notte dai dirigibili zeppelin dell'alta borghesia, dove si balla e beve degustando caviale. E mentre si creano nuovi imperi, mentre si costruiscono i primi robot a vapore a difesa dei ricchi, mente nascono città utopiche in cielo o sott'acqua magari già si attende, come nella originale Guerra dei Mondi di H.G. Wells (ambientato in epoca Vittoriana) che sarà presto nelle sale, l'arrivo degli alieni. Questo è lo steam-punk in tutta la sua forza a pistone. Un genere di racconto (sempre più meta-racconto) che ci fa riflettere per una volta non su quello che potremo essere in futuro ma su quello che avremmo potuto essere, oggi, se la società e la storia fossero girate in un modo diverso. Se avessimo investito più in tecnologia e meno in armi, se ci fossimo industrializzati al punto da corrompere anzitempo tutta la natura, se i mostri di Frankenstein avessero iniziato a girare le strade prima delle tre leggi della robotica di Asimov e delle pecorelle elettriche di Dick, ma al contempo nell'epoca madrina dei filosofi moderni. Lo steam punk è "ganzo" e ha pure molto seguito nelle fiere di settore al reparto cosplay anche per il look dei suoi personaggi, una combinazione di abiti altamente elaborati e contaminati da aggeggi bio-meccanici in bilico tra scienza e magia. L'arrivo nelle fumetterie e nelle fiere di settore di un'opera come The Steams della Noise Press è quindi più che accetta, quasi desiderata. Ci sono scenari infiniti da costruire con l'energia della polvere nera del carbone industriale più pregiato. The Steams è un fumetto che racchiude due storie, una spy story (I cui primi 4 numeri comporranno il racconto "I Wonder Who") dalle tinte fantasy e un action molto ironico sul valore dei pugni al tempo dell'acciaio (per ora in episodi autoconclusivi). 


Le storie della rossa agente segreto, su soggetto di Massimiliano Grotti e Luca Frigerio, per la sceneggiatura di Frigerio, ci hanno colpito per un intreccio intrigante che, tra citazioni bondiane, un pizzico di Shelley e un tocco di fantasy fa perdonare qualche asperità iniziale e mette molta voglia di leggere il seguito. I disegni di Umberto Giampà del primo numero, molto dettagliati nei paesaggi, costumi e personaggi, sono sontuosi e vertiginosi, dinamici e con la giusta nota splatter a rendere ipercinetica la tavola. I disegni di Davide Pandozy del secondo numero hanno un'interessante dinamicità e un non inferiore livello di dettaglio, inoltre qui i personaggi assumono delle pose che ne tirano fuori gli aspetti più ironici. I colori di Mattia Zoanni sono morbidi, tenui e perfetti per conferire l'atmosfera giusta all'opera, un po' dalle parti di Tim Burton. Da applauso le copertine. Sia quella del primo numero ad opera di Giampà e Zoanni che la seconda, di Qualano e Zoanni. Certo che se la protagonista andasse in giro  tra le tavole in pose altamente sexy come quella assunta sulla copertina del secondo numero ci sarebbe da rimanere ciechi...
La storia di Azarov, su soggetto e sceneggiatura di Paul Izzo e disegni di Daniele Cosentino è interessate per la vena malinconica dei protagonisti, la buona ironia che scaturisce dalle situazioni e che agisce da contrasto, e per i tanti cazzotti che vengono dispensati. Lo stile di scrittura come i disegni sono un po' acerbi all'inizio, ma si nota un bel miglioramento già dalla seconda storia.

The Steam è un progetto interessante frutto dell'impegno di giovani autori che si stanno facendo davvero le ossa. Talenti che stanno sbocciando. Ci sentiamo di promuovere l'impegno e i miglioramenti continui a cui assistiamo pagina dopo pagina e vi invitiamo alla lettura e scoperta di questo titolo, magari in concomitanza di qualche fiera importante e tra gli scaffali delle fumetterie. Noi abbiamo visionato per ora i primi due numeri e non vediamo l'ora di leggerne di più.
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