giovedì 14 maggio 2015

Le storie vol. 31: Il prezzo dell'onore.

Testi: Accatino
Disegni: Bacilieri


1871, Califonia. Siamo nella città di San Juan de Coronado ed è giorno di cappi al collo autorizzati dalla legge. Il boia ha mandato il suo garzone e lo sceriffo teme l'inesperienza del ragazzetto, ma quello passa il convento. Già al primo ceffo arrivano i casini, il cappio è fatto male, non si rompe e potrebbero essere grane. Ma siccome la storia della grazia se il cappio si rompe è tutta una fesseria di propaganda, il ragazzo boia si butta addosso al condannato per farlo cadere nel buco e lo sceriffo, a scanso di equivoci, pianta una palla d'acciaio in fronte al penzolante. A San Juan oggi si sta con le palle girate, non si prevede nulla di buono da sperare per il destino degli altri due tizi in coda per il patibolo, che vediamo solo di spalle grazie ad una vignetta diabolica. Certo per finire lì qualcosa di brutto lo si è fatto ed è adesso che la storia va a ritroso di un mese, a farci ipotizzare chi siano i due sventurati a un passo dal grande salto. Quando almeno in copertina i personaggi sono tre. Uno più basso, certo, ma non andateglielo a dire, potrebbe incazzarsi.
Ecco un bel western del genere "brutto e cattivo". Sogni infranti e azioni vietate ai minori che portano gli eroi dalla parte sbagliata. Gente sconfitta ma con un barlume di orgoglio che fa riecheggiare i momenti più belli del classico con l'immenso Dean Martin (e il solito noioso Wayne) "Un dollaro d'onore", il cui prezzo è richiamato per me non a caso in locandina. L'aggiunta di una seria e sentita dose maxi di nichilismo edulcorata da un pizzico di fascinoso humor nero. E almeno un personaggio davvero cult, il sergente Lester Y.Durrett, rissoso piccolo amabile bastardo da autentico colpo di fulmine. Chissà per cosa starà quella "Y" nel nome... Molta azione, molte scorrettezze, zero buoni all'orizzonte ad arrivare con la cavalleria. Fare l'eroe in questo mondo di carta è una questione di palle, ma le palle non serve bastano a sottrarsi dalla forca.


Accatino, vecchia (ma non troppo) conoscenza di Dylan Dog, attanaglia da subito il lettore e non lo molla fino all'epilogo. Dimostra di conoscere benissimo i meccanismi del western crepuscolare e cattivo e ci mette anche una vena moderna accattivante. Dipinge gli indiani come fantasmi inquietanti, capaci di scomparire in un istante e attaccare alle spalle. Usa la satira per farci credere di assistere a una favoletta, ma è sempre pronto ad assestare il colpo gobbo. C'è molta gente che muore male qui dentro, sparata, impiccata, inforcata e bruciata. Alle matite il bravissimo e gotico Bacilieri. Da me amatissimo sullo sfortunato (ingiustamente) Jean Dix e sull'altrettanto (ingiustamente) sfortunato Napoleone, entrambi del grade Ambrosini. Eccelso nel romanzo a fumetti  Sul pianeta perduto e conoscenza recente anche per l'indagatore dell'incubo. Bacilieri, con le sue figure classiche-vintage, quasi gommose, a cui accompagna espressioni quasi lombrosiane è inconfondibile, tra Chester Gould ed Hergè, con una punta del nostro amato Mike Allred. E qui forse prende pure un po' da Jacovitti. A noi piace il suo mondo plastico e carico di dettagli, quasi espressionista. I suoi confederati hanno il fascino di soldatini di piombo sanguinolenti, i sui anti-eroi hanno sguardi penetranti e molto meno buffi di quanto a prima vista appaiano.
Accatino e Bacilieri danno vita a un numero delle Storie perfetto, ottimo per ritmo, strepitoso per i disegni, cattivo come piace a noi per la storia cupa e sgangherata da commedia nera. Li vorrei davvero vedere su Tex. Prima o poi. 
Talk0

Nessun commento:

Posta un commento