martedì 30 aprile 2013

The evil within



Primo attesissimo trailer per l'ultima fatica di Mikami. Sembra che il papà di resident evil voglia farci tornare alle atmosfere orrorifiche per le quali è tanto celebre e sembra anche intenzionato a spingere l'acceleratore su torture, tormenti e supplizianti vari. La trama come il gameplay è ovviamente per ora blindatissima, sappiamo ad ogni modo che le piattaforme coinvolte saranno ps3, xbox 360, ps4 e durango (che sarebbe mi pare la nuova xbox, ma come nome più che potenza e grafica paura a me fa pensare alle alette di pollo piccanti). Ecco un nuovo brand che farà di sicuro parlare di sé, vista anche la colpevole penuria, nella odierna generazione, di titoli che sappiamo al meglio imbrigliare le paure dei giocatori, ormai sempre più in fuga verso i prodotti indie come Slender per riuscire a sentire quel brivido sulla pelle. Produce Bethesda, che ultimamente sta producendo... tutto! Ci saranno, ovviamente, aggiornamenti.
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domenica 28 aprile 2013

Una notte da leoni 3


The hangover part III – nuovo trailer

Nuovo trailer per l'ultima pellicola di Todd Phillips. Questa volta la premessa non è un addio al celibato, ma la voglia di tirare su il morale del povero Alan (Zack Galifianakis) in seguito alla dipartita del padre. Si tornerà quindi a Las Vegas, dove “il branco” si è formato e saranno presenti tutti i personaggi della saga, compresa Heather Graham, e ovviamente tornerà Mr. Chow, Ken Jeong. Sarà proprio tra Chow e un nuovo personaggio interpretato da John Goodman che si dipanerà la trama principale, che si rivela di consistenza diversa dalla precedente pellicola. In molti si sono lamentati del 2, ritenendolo una copia carbone del fortunato, primo episodio. Io non sono tra questi, ma non faccio testo: appena vedo Galifianakis o Jeong rido come un cretino. Ora sembra che le carte si siano maggiormente mischiate e sarà possibile assistere d un degno finale della saga ricucendo tutte le trame interrotte e dando un senso condiviso a tutte le situazioni scimmiesche di cui l'opera è costellata. Non vediamo l'ora! 
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sabato 27 aprile 2013

Rush




Primo trailer sul film dedicato alla rivalità tra Niki Lauda e James Hunt. Ron Howard torna dietro la macchina da presa, la popolazione dei cinefili ringrazia di cuore ed è lieta di dimenticare i pochi errori del cineasta Richie Cunningham. Le premesse per uno spettacolo visivo frenetico e accattivante ci sono tutte. Amo molto il contrasto tra i film che parlano di corse automobilistiche e il soporifero, distratto, monocorde, non ispirato, inutilmente nozionistico e tuttavia ancora non pensionato commento della formula uno offerto dalla rai. E mi tagliano pure le ombrelline!! Sempre!!! Bç°°çRq!!! Ma torniamo a noi. A impersonare Lauda viene chiamato Daniel Bruhl, noto fino ad ora per un sacco di pellicole tedesche e per aver interpretato lo sfortunato Fredrick Zoller in Bastardi senza Gloria. A impersonare James Hunt c'è invece Chris Hemsworth, meglio noto per aver interpretato Thor nel film omonimo, negli Avengers e per essere alle prese con il secondo Thor. Olivia Wilde, la “13” del Dr. House, sarà invece Suzy Miller. Pellicola di sicuro interesse. Vi terremo come sempre aggiornati in merito. 
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venerdì 26 aprile 2013

This is the end



Da James Franco infuria un mega party dove tutti sono invitati. Per tutti si intende il rat-pack personale di Franco: Seth Rogen, Danny McBride, Emma Watson, Jonah Hill, Jason Segel, Michael Cera ed altri tra cui addirittura Rihanna. Spasso e sballo a manetta, se non che... eccoti arrivare la “fine del mondo definitiva”!!! Alieni, terremoti, diavoloni che preannunciano il giudizio universale, tutto ma proprio tutto e “accumulato” si è sempre pensato dovesse accadere alla fine del mondo. Chi sopravviverà? Cosa ci sarà “dopo”? Con una pletora di effetti speciali da disaster movie ecco la nuova irriverente commedia, quantomai nerissima, diretta dai malefici, irriverenti e irresistibili Rogen e Goldberg. In scena la migliore cricca dei comici di Hollywood, chiamati a recitare “se stessi” davanti al fatale giorno. Si attende un altissimo grado di improvvisazione alla saturnday Live Night!!! Magari un pochino meglio non sarebbe male... Molto attesa la prova di Rogen + Goldberg alla loro prima regia, dopo un curriculum di tutto rispetto come attori e sceneggiatori (loro i non banali Suxbed, Strafumati on the road, the green hornet e... vicini del terzo tipo... sì, non tutte le ciambelle escono con il buco..). Sembra che non sia stato dimenticata anche una generosa porzione di splatter. I fan dell'horror sono avvisati. 
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giovedì 25 aprile 2013

Star Trek – into darkness


Trailer 3

Ne volevate ancora? Eccovene ancora! E che l'hype raggiunga la stratosfera!! Certo, se si potesse infilare anche Spock che parla con le balene... Fantastica la scena del trailer in cui si fa “a chi c'ha l'enterprise più grossa”. Inizio a temere l'effetto contrario da tutte queste info visive. Non è che piano piano ci stiano svelando un po' troppo della trama? Speriamo vivamente di no. Speriamo invece che ritorni Eric Bana nei panni di Nero, villain del primo Star Trek targato J.J.Abrams, se non in questa in una prossima pellicola. La sua storia, come si può vedere anche dalle scene tagliate del dvd-blu ray non era affatto male, così come la sua maxi astronavona. Certo che anche la nemesi di Kirk (Pine), Spock (Quinto) ed equipaggio scelta per questa nuova pellicola, Benedict Cumberbatch nei panni del terrorista John Harrison, non sembra di certo un tipo da sottovalutare. Il 13 giugno è abbastanza vicino, che dite? 
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mercoledì 24 aprile 2013

Man of Steel


Trailer 3

Nuova razione di Superman. Synder da questo ultimo trailer “viene sempre più fuori” e il suo uomo d'acciaio sfodera fiero muscoli degni del sovrano spartano più amato da grandi e piccini. Dalla produzione di Nolan e dalla scrittura di Goyer, reduci dai fasti del dark knight, non possiamo che aspettarci il meglio. Crowe come padre naturale, Costner come padre terrestre e Diane Lane come madre, il lanciato Henry Cavill ha già grandi nomi con cui confrontarsi, oltre a dover affrontare a pugni Michael Shannon, novello generale Zod in scontri high speed mozzafiato come quello di cui vediamo un fugace frammento al termine del trailer. Direi che tutte le premesse per il meglio ci sono. Attendiamo con fiducia. Non fosse per quella postura a papero di quando vola...
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martedì 23 aprile 2013

Far East Film Festival 15




Ecco il trailer dell'edizione di quest'anno, anno del serpente, ricordiamo

video


Dal 19 al 26 aprile Udine accoglie la gioiosa invasione del cinema asiatico. Nelle piazze ci sono bancarelle che vendono di tutto, dai ventagli ai modellini di Godzilla. Esibizioni di Arti marziali, corsi di bonsai, seminari sulla cultura asiatica, feste notturne a tema con la presenza di gruppi e dj orientali. Per un quadro esaustivo della manifestazione vi invito a visitare il completo sito del far east, all'indirizzo www.fareastfilm.com Punto focale il teatro Nuovo Giovanni, cuore delle manifestazione, che proietta non stop tutto il giorno quanto di meglio scelto per noi della più recente cinematografia di Hong Kong, Filippine, Taiwan, Cina, Tailandia, Corea, Giappone, Malesia, con tanto di anteprime internazionali , attori e cineasti presenti tra il pubblico. Già da alcuni anni è per me un appuntamento immancabile, vuoi per la mia passione per il Sol Levante, vuoi perché occasione per tornare a contatto con le mie origini paterne, friulane, magari facendo una capatina Ai Piombi a gustare il frico o presso le stimate prosciutterie del San Daniele, facendo tappa obbligata a Cividale per fare incetta di “strucchi” (certo, poi mi dedico anche a monumenti e folclore locale, ma prima la pappa...). Così, munito del mio tesserino da “cinefilo”, categoria “white tiger”, sarò come sempre tra le prime fila del Nuovo Giovanni, probabilmente da giovedì 24, avendo così la possibilità di gustarmi appieno quello che purtroppo è cinema “invisibile” al 98% nel nostro paese. E non vi parlo di film d'autore con due monaci che contemplano la caduta delle foglie per sei ore senza colonna sonora; parliamo di film popolari, block buster, film che effettivamente il popolo orientale vede al cinema, non prodotti di nicchia destinati a critici che ascoltano solo Battiato e poi vestono come Bluto (Linea 77, cit.). 

Ma qualcosa sta arrivando nonostante tutto e con molto sforzo, 98 non è 100% dopo tutto. Perché da anni il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine, insieme alla Tucker Film, stanno con successo lavorando per portare da noi sempre più materiale visibile dapprima solo al festival e questo unitamente allo sforzo distributivo della Cecchi Gori e al supporto di Rai4. Sono così giunte sulle nostre tv, nei nostri lettori nonché eroicamente distribuite nelle sale, pellicole di Dante Lam, di Johnny To, di Hark e di Woo, tra i tanti. Come gocce che frantumano le pietre, poche ma costanti e inevitabili, queste opere stanno gioiosamente invadendo il palinsesto e gli scaffali dei megastore in versioni dvd-blu ray, in versioni molto curate e apprezzate, nelle quali la Tucker cura inserti speciali, produce materiale inedito come le interviste, anche a critici cinematografici, spesso rilasciate durante il Far East a registi e interpreti. Piccoli gioielli che è dovere di questo recensore segnalare, recensire e far conoscere a più non posso tra i prossimi post che verranno a seguire.
Se siete in zona Udine, venite anche voi a fare un salto al Nuovo Giovanni per vedere di nascosto l'effetto che fa (Iannacci cit. con rimpianto). Magari comprando un biglietto giornaliero per farsi un'abbuffata di almeno 7 pellicole, nutrendovi nelle pause con i piatti freddi del bar interno al teatro in attesa del nuovo ingresso, con l'avvertenza che tutti i film sono sottotitolati in inglese ma che è anche possibile con le cuffie godere di traduzioni in italiano. Se non potete venire e volete godere dell'aria del festival comunque, ecco qui sotto delle pellicole che potreste vedere, tutte disponibili da noi in dvd-blu ray, per godere di una esperienza, pur nei limiti, similare.

Ecco a voi quindi il mini-far east delle conseguenze del troppo tempo libero (film rigorosamente da vedere in coppie di due o tre a serata, tutti disponibili in italiano senza troppe difficoltà, chi più chi meno). Ve li butto così, a “impatto”, senza dirvi esattamente di cosa parlano, perché lo spirito dei festival è sempre in grande parte la sorpresa. Circa i titoli più hot, ne parleremo nello specifico prima o poi.
  1. Departures di Takita
  2. Yattaman di Miike
  3. Outrage di Kitano
  4. Il banchetto di nozze di Ang Lee
  5. Il buono, il matto, il cattivo di Ji-Woon
  6. Sex'n'zen 3d di Sun Lap Key
  7. Keep Cool di Yimou
  8. The Beast Stalker di Lam
  9. Audition di Miike
  10. Hero never Dies di To
  11. Battle Royale di Fukasaku
  12. Kung fusion di Chow
  13. Ptu di To
  14. Dolls di Kitano
  15. 13 assassins di Miike
  16. Dark water (quello originale) di Nakata
  17. Detective Dee di Hark
  18. Bullet over summer di Yip
  19. La congiura della pietra nera di Woo
averi voluto aggiungere Thermae Romae di Takeuchi, che ha spopolato nella scorsa edizione del festival, ma la versione home video è ancora in lavorazione. A tutti, buon divertimento! 
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lunedì 22 aprile 2013

Zombieland

La serie TV

Nel 2009 usciva un film senza grosse pretese, ma che in breve divenne un cult per tutti gli appassionati di horror e non solo. Zombieland presentava il classico scenario post-apocalittico zombesco in chiave ironica, quasi demenziale (la zombificazione è stata causata da una sorta di mucca pazza). In questo contesto si muovevano i quattro protagonisti, conosciuti con il nome della città di origine: Columbus, Tallahassee, Wichita e Little Rock, quattro personaggi fuori di testa, che si muoveranno in gruppo con scopi del tutto stupidi. Wichita vuole accompagnare Little Rock in un parco giochi, Tallahassee è alla ricerca delle sue merendine preferite... il cast era la ciliegina sulla torta di un'opera a tratti geniale: un Woody Harrelson in forma solo come in Natural Born Killers, Bill Murrey negli istrionici panni di se stesso, e una serie di giovani attori dal futuro già segnato: Emma Stone (star dell'ultimo Spider man), Abigail Breslin (che vedremo in Ender's game) e Jesse Eisenberg (lanciato definitivamente grazie al suo Zuckerberg in Social network).

Il regista Ruben Fleischer (nelle sale di recente con l'ottimo Gangster squad), aveva inizialmente dichiarato che un sequel sarebbe stato cosa sicura, visto l'eccellente risultato al botteghino (guadagno 6 volte la spesa) e l'accoglienza calorosa della critica, salvo poi gradualmente spegnere gli entusiasmi mese dopo mese. 

Attualmente il numero 2 è ancora congelato, ma ecco che compare una serie Tv, che dovrebbe riprendere le peripezie dei nostri quattro protagonisti. Cambio d'attori ovvio, senza nomi di rilievo... regia affidata a Ali Craig, che ha girato tale Tucker and Dave vs Evil, parodia spassosissima (a giudicare dal trailer) dei film horror adolescenziali, quindi in teoria a suo agio con la commistione tra paura e comicità. 

Attendiamo fiduciosi!
Gianluca

domenica 21 aprile 2013

Ferals


 di Lapham (testi) e Gabriel Andrade

Cypress, Minnesota. Una fredda e noiosa cittadina con un altissimo tasso di promisquità. Dale Chesnutt è un poliziotto, uno dei tre della zona, e ha avuto una brutta giornata. Il suo migliore amico, Mark, è morto. Non era un grand'uomo, ma era suo amico e gli manca. È anche inspiegabile per efferatezza il modo in cui è stato trovato il cadavere. Del suo corpo, nel suo camper, rimane una mano mozza che stringe ancora una tazza tra le dita e solo molto lontano, seguendo una scia di sangue, lungo strade innevate, il resto della carcassa, sventrata e brutalizzata. Per il medico legale è opera di un grosso animale, forse un orso, presto sarà organizzata una imponente battuta di caccia. 

Dale è pronto per la vendetta, ma prima passa da Madge, la bettola locale, per affogare nell'alcool il ricordo dell'amico perso. Siccome Dale è comunque membro attivo della suddetta Cypress, noiosa e fredda cittadina del Minnesota con altissimo tasso di promisquità, dopo un breve giro è già a fare il cascamorto con una straniera incontrata nel bar, forse una norvegese, di nome Gerda. Un secondo dopo sta già facendo sesso selvaggio con la medesima, che lo incita a picchiarla fino a che un pugno glielo da davvero. Lei soddisfatta raggiunge il godimento. Lui si sente sconvolto dall'accaduto e tre minuti dopo, mentre torna a casa, piangendo la dipartita dell'amico, decide di deviare presso l'abitazione di Jackie, la ex moglie inconsolabile di Mark, e farsi una cavalcata anche con la suddetta. Purtroppo gli effluvi alcoolici inibiscono nuove conquiste, il poliziotto si addormenta fiero nella casa della vedova e il mattino viene accolto senza troppi complessi dai figli della medesima. Fa freddo in Minnesota. Ma anche i Walsh di Beverly Hills venivano dal Minnesota? Ricordo quando Shannen Doherty scandalizzò il fandom decidendo di posare per Playboy... Sto divagando, scusate sto scrivendo il pezzo tipo alle quattro di mattina. “Vai a dormire, cacchio!”, direte voi. No, no, tranquilli, ora mi ripiglio grazie a questa monster energy... kaos... taurina al gusto frutti tropicali... Ok, fine del cazzeggio. Lo sperminator di Cypress si sveglia decisamente male. La vedova è sparita. La ricerca è breve. Ecco che Dale si imbatte in una gamba della donna, divelta da corpo quasi fosse masticata. Dalla gamba parte una scia di sangue che conduce verso l'esterno dell'abitazione. Unghie bestiali stanno incidendo nelle viscere di un corpo inerme, il rumore con cui vengono inflitti i tagli è regolare, monotono e incessante. Dale scorge la bestia. Estrae la pistola, colpisce, ma la creatura, gigantesca, dagli occhi gialli e dalle zanne acuminate e logore di sangue, gli è già addosso. Buio. Il risveglio è doloroso, nel letto di un ospedale, attaccato a dei macchinari, coperto di bende. 

Neanche il tempo di schiudere di occhi e viene accolto dalla figura amichevole del suo capo, lo sceriffo, che senza girare intorno all'argomento gli parla di come la norvegese con cui qualcuno lo aveva visto al bar sia morta, di come Jackie sia morta e di come tutto quel casino sui corpi delle donne e di Mark non sia opera di una bestia, ma di un uomo spietato e aberrante. Magari lo stesso uomo il cui sperma è stato rinvenuto nei cadaveri di Jackie e della norvegese. Jackpot. Un uomo armato sorveglia la stanza di Dale. L'unica uscita alternativa è la finestra e un volo di almeno 12 metri. Dale sceglie il vuoto. Nessuno sarebbe sopravvissuto. Ma la fuga è breve. Dale è di nuovo in una stanza chiusa, dietro le sbarre. Ma ecco che la creatura appare. Le guardie vengono fatte a pezzi, il corridoio è un lago di sangue. Adesso è il suo turno. Cerca di sbranarlo, non riesce a oltrepassare le sbarre metalliche ma è così forte da iniziare a piegarle, le fauci si avvicinano sempre più alla sua vittima. Con tutto l'odio e la disperazione di cui è capace, Dale scaglia un pugno sull'orrido ghigno dell'uomo lupo. Dispone la mano ad artiglio, la conficca nel bulbo oculare e strige. Preme ed estrae. La creatura rimane mutilata, sorpresa e spaventata. Inizia la fuga. Dale non si capacita della forza che ha appena utilizzato, come del fatto che il suo corpo è da tempo guarito, rigenerato. Poi inorridisce guardando le sue mani. O meglio. I suoi nuovi artigli.

Lapham è uno scirittore di fumetti dall'indubbia indole pulp. Il suo ciclo su Crossed è forse la dimostrazione massima della libertà espressiva che viene concessa agli autori di un fumetto per adulti: in pratica non esistono limiti a morale e buon gusto se la scrittura è così forte e “buona” da raggiungere un vasto pubblico e portare altrettanto vasto profitto. Così, mentre i fan dei supereroi si interrogano su come sia possibile che le supereroine indossino dei costumi che davanti sembrano inguinali e dietro appaiono come i mutandoni di quando la nonna andava al mare, poppe e dettagli anatomici degni dello studio di un urologo, conditi da dissezioni corporali piuttosto realistiche, non mancano mai nei fumetti di Lapham, grazie anche a indiscussi maestri grafici come Ryp (su Crosssed) o Andrade (su questo Ferals). Ferals è quindi un'opera forte, adatta a stomaci foderati, che raschia compiaciuta nell'orrido e nello sgradevole, ma che tuttavia trova nel ritmo narrativo, nella lucida successione delle tavole, indubbi punti di interesse che ne fanno un'opera godibile e carica di colpi di scena. Andrade si trova perfettamente a suo agio nel ritrarre persone ai limiti della follia, oltre ad allestire forti scene d'azione in cui le tavole si squarciano e assumono forme affilate, riveste particolare impegno nella espressività dei volti, esprimendo al meglio gli stati d'animo. Nel tratto è comunque ravvisabile una certa legnosità, ma nell'insieme il lavoro è più che convincente.

Ferals è una serie indipendente della Avatar Press che in Italia viene serializzata da questo mese in volumi della collana 100% Panini Comics da fumetteria di pregevole fattura. Una serie forte, sicuramente esagerata nella sua continua ostentazione di sesso e mutilazioni, ma in grado di suscitare un buon interesse da parte del pubblico amante dell'horror. Il principale obiettivo di Ferals è dare una rilettura del mito dell'uomo, scavarne le radici nella storia e darne una lettura mitica, non banale. Intento che per questo primo volume possiamo tranquillamente dire essere stato raggiunto. Per lettori adulti, non impressionabili e soprattutto non bigotti. Una lettura da provare. 
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sabato 20 aprile 2013

Gallowwalkers



Sole. Deserto. Morti non morti. Snipes armato di revolver. Blackspoitation pura.
Esiste un ruolo cinematografico in cui Snipes è in assoluto il migliore dei migliori: il cacciatore di vampiri e mostri affini. Non a caso imdb mette nella sua scheda, alla voce “conosciuto per”, Blade, Blade 2 e Blade 3 (oltre al sempre divertente Demolition Man... ma questa è un'altra storia). 

Il nostro non se l'è passata molto bene nella storia recente, anche a causa di problemi che lo hanno allontanato forzatamente dai set; per questo siamo oltremodo contenti di rivederlo, più in forma che mai, in questa nuova pellicola diretta dal grandissimo Andrew Goth, il regista meglio noto per aver diretto nel 2005 Cold'n'Dark, con la star Mark Gross, protagonista di Daeth Race 2 e 3, nonché per aver diretto, e scritto, nel 1999, Everybody love sunshine con David Bowie! Ok, non è il regista-scrittore più conosciuto del mondo. Ma sorvoliamo su questo. Come sul fatto che dal trailer sembra abbiano girato tutto in un pomeriggio nel deserto con 10 comparse. Snipes è figo come sempre e noi siamo pronti a idolatrarlo senza remore da subito per questo suo nuovo sforzo, in attesa di Expendables 3. Ne riparleremo? Uscirà nei cinema? Uscirà su rai 4 alle due di notte dopo le repliche della quarta stagione di Weeds? Ora come ora mi spingo per un cauto “non saprei”.
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venerdì 19 aprile 2013

Hotel Transylvania




Dracula (doppiato in America da Adam Sandler, che personalmente, Zohan a parte, detesto e doppiato in Italia da un Claudio Bisio in formissima) ha messo su famiglia e per proteggere la sua emo-figlioletta Mavis (in originale Selena Gomez) ha costruito una fortezza inespugnabile all'uomo, protetta da cimiteri gremiti di morti viventi e boschi abitati da fantasmi. Un luogo così sicuro da essere ideale per farci un resort per mostri, un posto dove stare sereni con la prole, accuditi dal personale zombie e dalle streghe delle pulizie. Un idillio, ma anche una prigione dorata per la figlia di Dracula, che per il suo 118mo compleanno vuole andare fuori a sbirciare come è fatto il resto del mondo. 

Quale padre iperprotettivo Dracula consiglia alla ragazza di fare prima un salto nella vicina cittadina, per rendersi conto della crudeltà degli uomini... solo che la vicina cittadina non esiste. Il vampiro per l'occasione organizza un vero e proprio set, con case posticce e zombie a impersonare i villici, una trappola di sicuro impatto. La pargola così torna all'ovile e si può degnamente festeggiare il suo 118mo compleanno insieme a zio Frankenstein e signora, uomo lupo e maxi prole al seguito, mummie e tutti gli altri amabili amici del succhiasangue (che ha smesso con il sangue umano, troppo poco igienico). La figlia però è davvero giù di morale. A risollevare le cose e al contempo incasinarle giunge al castello, per una falla macroscopica della vigilanza, un umano, Jonathan (in originale Andy Samberg, da noi mi pare Massimiliano Alto, ma sono pronto a ogni smentita). Dracula cerca di defenestrarlo con quanto più garbo possibile, è di fatto la prova che il resort non è sicuro, ma non trovando il modo giusto decide di truccarlo ad hoc e assumerlo come party planner. Le cose vanno alla grande e tra Dracula e l'umano nasce una insperata e sincera amicizia. Peccato che la figlioletta si sia presa una cotta per Jonathan.

Sony Animation non ha un grosso parco titoli, ma almeno possiede due grossi brand (non conto il “terzo”, i Puffi, perché non sono film completamente animati e perché sono un pignolo... ma anche i Puffi mi sono sinceramente piaciuti, a dispetto delle mie bassissime aspettative). Uno è Piovono Polpette, che presto (verso settembre) godrà di un sequel e l'altro è questo Hotel Transylvania, di cui si sta già allestendo un sequel per il 2015, che annovererà tra le voci anche Robert _ Freddy Krueger _ Englund (chi meglio di lui per doppiare un mostro?). Questa pellicola rappresenta il primo lungometraggio animato diretto dallo strepitoso Genndy Tartakovsky, papà dello spassosissimo "Il Laboratorio di Dexter", della serie 2d di Clone Wars (vincitrixce di millemila premi). È anche la sua prima esperienza diretta con il 3d (la serie 3d di Clone Wars, che personalmente odio, non è sua), una prova così brillantemente vinta da aver spalancato al regista la poltrona di comando nel prossimo film animato in 3d su Braccio di Ferro. Tartakovsky porta la sua forte impronta 2d nell'animazione digitale e il risultato è miracoloso, come in Piovono Polpette, con un livello di dettaglio che ha davvero poco da invidiare alle più importanti e blasonate (e costose) produzioni odierne. Il film è una commedia leggera sugli affetti, garbata e del tutto innocua, forse giusto un po' telefonata, ma che tiene un vivace ritmo narrativo, utilizzando soluzioni visive non banali. Lo spettacolo risulta adatta a tutte le età, divertente e leggero proprio come una puntata di Dexter. Ci sono un paio di canzoncine, ma passano via abbastanza indolore, nonostante io continui a interrogarmi sulla necessità effettiva di tali soluzioni narrative. I personaggi sono ben caratterizzati, morbidi e “gommosi” ma con la giusta solidità e fluidità delle animazioni, i fondali sono davvero belli e i colori sgargianti. Davvero una bella prova, una sorpresa anche in virtù di una programmazione italica che non ha dato la giusta visibilità a tanto impegno. Molto ricco il dvd – blu-ray, cosa che non guasta, tra gli extra figura anche un corto realizzato sullo stile di Dexter davvero caruccio. 
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giovedì 18 aprile 2013

Percy Jackson: Sea of Monsters

(Percy Jackson e il mare di mostri)

Gli dei esistono e i loro figli vanno a scuola. Il loro insegnante è un nudo e peloso Pierce Brosnan, ma grazie a Dio non in questa seconda pellicola.
Quando Columbus abbandonò la saga di Harry Potter mi dispiacque un po'. Ho sempre adorato Columbus e non c'è Natale che passi senza riguardare Schwarzenegger impersonare Turbo Man. Quando seppi del suo coinvolgimento nell'adattamento della saga di Percy Jackson, seguii da vicino la lavorazione, mi impossessai dei libri, che trovaì discretamente gradevoli, mi procurai la pellicola in dvd. Percy Jackson: il ladro di fulmini usciva misteriosamente quasi in contemporanea con un altro blockbuster a tema epico, Scontro tra Titani, riproponendo perfino alcune interpretazioni mitologiche comuni. Io guardo felice entrambe le pellicole perchè dove ci sono mostri digitali trovo la gioia interiore, ma ricordo che il 3d dei Titani era qualcosa di orripilante. Tuttavia niente mi avrebbe preparato alla visione di Pierce Brosnan centauro: l'attore più bolso dell'universo in nude look peloso ed equino. Qualcosa di così orrendamente e consapevolmente ricercato da meritarsi un premio a sé per il trash. Per il resto il film era pure piuttosto buono, la trama era avvincente, anche se qua e là sembrava tagliuzzata, un seguito più che auspicabile, giusto per andare sicuri su un buon cast e buona professionalità tecnica. 

Da notare come Alexandra Daddario sia cresciuta estremamente bene e oggi si dedichi anche ai ruoli di scream queen in Non aprite quella porta 3d. Poi il buio. Columbus scompare, passano gli anni, il nuovo regista scelto è noto per Hotel Bau e Diario di una schiappa. Tuttavia il cast è riconfermato per il nuovo capitolo e viene aggiunto al gruppo il grande Nathan – Castle, Firefly – Fillion, cosa che per me vale da sola il biglietto. Gli effetti non sembrano niente male. Il target è comunque ricercato nei confronti degli spettatori più giovani. Vi faremo sapere. 
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mercoledì 17 aprile 2013

Hannibal - la serie


 Trailer

Will Graham (Dancy), l'uomo in grado di guardare nella mente degli assassini e Hannibal Lecter (Mikkelsen), psicologo machiavellico, genio dai contorni inquietanti e dai gusti culinari eccentrici. Prima del noto caso del Drago Rosso, prima che Graham e Lecter diventino, come romanzo impone, cacciatore e preda, i due collaboravano per la legge, forse erano amici. La Nbc rispolvera uno dei più noti babau degli anni 80-90, merito della classe di Hopkins unita al talento visionario di Demme. Viene così portata sul piccolo schermo, con la benedizione dell'autore Thomas Harris (che deve moltissimo pure lui a Hopkins e Demme), un nuovo tassello delle gesta di Lecter. La formula scelta è la ri-contestualizzazione ai giorni nostri, un'opera di re-boot volta a svecchiare il personaggio e renderlo appetibile alle nuove generazioni. Ne abbiamo già parlato da queste parti (QUI), ma ecco ora qualcosa di più concreto in vista della messa in onda americana.

L'atmosfera sembra esserci, la fotografia e la messa in scena pure, i richiami filmici “angelici” anche. Si prospetta uno spettacolo niente male, sempre che abbiate lo stomaco foderato (aka “persone non troppo sensibili-impressionabili"). Mikkelsen sembra sinistramente a suo agio nella parte ed è un bene. Non è nostro costume fare i gufi, ma qualche dubbio ci sentiamo di esternarlo circa l'intera operazione, vuoi anche perché il giallo a tinte horror è genere televisivo declinato ormai alla “n”, tra C.S.I. a Cold Case a Criminal Minds, vuoi perché prodotti come Dexter (delle origini) hanno già saputo interpretare turbamenti e intrecci di uno scenario non dissimile dal libro di Harris. Riuscirà a farsi strada nel trafficato e splatteroso contesto televisivo odierno o sarà solo un oggetto sbrilucicoso ma vuoto per nostalgici? A quando la messa in onda nei nostri lidi? Credo non ci sarà da aspettare molto.
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martedì 16 aprile 2013

Injustice – God Among us


La strada giusta per concepire dei dlc?

Si avvicina la data di uscita di Injustice, ultima fatica Nether Realm dopo il bellissimo, ultimo episodio di Mortal Kombat. Mi pare che ne abbiamo già parlato di recente QUI . Questo post ha in realtà uno scopo diverso, ossia parlare dei tanto vituperati dlc.
La guerra è persa.

Ormai la particellizzazione dei videogame è disciplina comune, al punto che a opporsi si va contro ai mulini a vento. Circa lo spazio fisico che tali aggiunte arrecano, la tecnologia rende sempre più tollerabile il problema, stante la recente possibilità di disporre on-line di hard disk virtuali così come di console che hanno 360 gb in luogo dei 60 di inizio ciclo. Circa il prezzo, è diventato uso comune delle software house predisporre dei pacchetti o “season pass”: pagando un pacchetto si ha accesso a tutti i futuri dlc di un determinato periodo, in genere con una forte scontistica rispetto al comprare singolarmente tutti i contenuti. Permangono le prese in giro: personalmente trovo inconcepibile che su disco ci siano dei contenuti sbloccabili unicamente previo il pagamento di una chiave a pagamento. A chi dice “lo facciamo per dare qualcosa in più a chi paga la collector da 200 euro” rispondo serenamente: se avete il pelo sullo stomaco di far pagare 200 euro un gioco trovate i 15 centesimi per dare a questi clienti con privilegi delle copie del gioco con contenuto aggiunto stampando dischi a parte con incluso il suddetto contenuto extra. E non venite a fare economie con noi, considerato che di recente siete così tirchi da togliere pure la copertina e qualsiasi contenuto narrativo dal libretto delle istruzioni dei videogiochi! Altra cosa intollerabile è vendere un gioco a cui manchi il finale, che per vedere bisognerà comprare apposito dlc. Io compro un prodotto completo. Se volete darmi delle aggiunte fornitemi esperienze diverse e soprattutto nuove. Di recente pure Dead Space 3 ha il finale via DLC... Cacchio ma perché? In Dead Space 2 c'era sì un dlc di storia, ma riguardava un altro personaggio e una storia  legata, ma differente. Avrei comprato felice 6 dlc da 10 euro l'uno di quella storia alternativa e mi sarebbe piaciuto se dopo un anno in una sola soluzione mi fosse stato fornito un disco con tutta questa storia aggiunta. Ma la storia principale non si deve toccare e se deve essere una fruizione a puntate che lo sia, ma di puntate da 10 euro l'una. 
Chiarito come la penso, eccoci a Injustice. Già previsto, come per Mortal Kombat ai tempi, un season pass da 15 euro per 4 personaggi via dlc e dei costumini in regalo. Penso che il season pass di Mortal Kombat sia stata una delle migliori esperienze passate, anche alla luce del fatto che è stato commercializzato alla fine un disco denominato “Mortal Kombat Komplete collection” con dentro tutti i contenuti aggiunti a un prezzo sui 40 euro. Come a dire: schifo la politica dei dlc, tra un anno posso comprarmi il gioco intero e a prezzo ridotto come era giusto che fosse fin dall'inizio. Attualmente appare evidente come identica impostazione, usata da warner oltre che per Mortal Kombat anche per i due Arkham, si voglia replicare, anche solo per il dato di fatto che tali prodotti si vendono come il pane. Quello che davvero mi piace di questi dlc di Injustice è che, mi pare di aver capito, rappresenteranno oltre che nuovi personaggi e stage anche storie autonome nuove. I supereroi sono da sempre dei sandgames di carta... (questa la devo brevettare..), i personaggi e scenari sono dati, basta mischiare le carte per creare le storie, imponendo ciclicamente qualche cattivo o una lettura diversa dei fatti. A maggior ragione un picchiaduro potrebbe essere l'incarnazione corretta per poter ambientare un sacco di racconti a fumetti anche passati alla storia. Un cambio d'abiti, scenari noti (Metropolis è sempre Metropolis e Gotham è sempre Gotham), un paio di filmati scriptati o, perché no, delle canoniche vignette e con Injustice possiamo facilmente ricreare La Morte di Superman (c'è pure come antagonista il roccioso Doomsday), Il ritorno del Cavaliere Oscuro, Batman Day One. Il succo sarebbero sempre i combattimenti, ma Injustice ha anche una struttura interna a missioni, o minigiochi, che permetterebbe infinite e duttili applicazioni. Il salto era facile e fattibile anche per Marvel vs Capcom 3; quando ho visto il costume di Iron Patriot ho favoleggiato sulla possibilità che capcom imbastisse un mini dark reign anche perché bastava relativamente poco: un paio di costumi che già c'erano, due vignette, un paio di filmati. Ma si vede che Capcom non la vedeva così. Mi fa quindi oltremodo piacere che a “guardare meglio” a tali prospettive ci pensi Nether Realm, anche perché lo story mode da loro ideato per Mortal Kombat è un modello eccellente da seguire, in pratica un film corale cui partecipano tutti i personaggi del picchiaduro con decine e decine di filmati di intermezzo. Ed ecco così che i sogni da nerd vengono dolcemente cullati dai produttori di giochi. Mark Millar tempo fa fece scalpore con Red Son, unico dei “what if” più famosi e giustamente acclamati della storia. Come sarebbe stato Superman se fosse atterrato da piccolo non nella opulenta America ma in Russia? Per Millar avrebbe avuto vita dura e sarebbe stato attivamente impiegato dal suo paese. Se non conoscete questo essenziale tassello della storia dei comics vi consiglio di recuperarlo, in fondo vedere un Kriptoniano che reca sul costume non una S ma falce e martello non è cosa di tutti i giorni. Ma se non riuscite nell'intento sappiate che storia e personaggi di Red Son saranno presenti via dlc in Injustice.

Questo il trailer di Red Son. Non ci resta che augurarci che non di solo costumi e missioni extra si tratti, ma di una trama articolata che riprenda e specifichi l'originale millariano.
E non è tutto. Anche uno dei più recenti e fortunati archi narrativi di Lanterna Verde, Blackest Night , sarà riprodotto via dlc. Preparatevi a vedere le versioni zombie di tutti i supereroi...

Questo il trailer del pacchetto dedicato a Blackest Night, anche qui, speriamo il meglio. Sarebbero in questo caso specifico davvero pochi gli aggiustamenti richiesti per dare vita a molte trame disegnate. Stringi stringi sarà sempre un picchiaduro, ma volete mettere la bellezza per un fan di riaffrontare le sue storie preferite quando basterebbe davvero tanto poco per riprodurle. Se la mission di Warner e Nether Realm avrà successo, ve lo faremo certamente sapere. Si potrebbe aspettare la versione con tutti i dcl inclusi, ma volete davvero farvi sfuggire la statua di Baman che affronta Wonder Woman di circa 30 centimetri allegata alla collector's editon?



Io non so se ce la faccio...ho giusto un angolo sulla scrivania...
Talk0

lunedì 15 aprile 2013

Le Storie Vol. 6 “Ritorno a Berlino”



Disegni: Davide De Cubellis, Paolo Morales; Testi: Paolo Morales

Nuovo numero de Le Storie, oggi uno scenario vicino ai giorni nostri. De Cubellis e Morales lavorano spesso insieme e sono per Bonelli legati a storie di Martin Mystere. Purtroppo Morales da poco ci ha lasciato ed è un vero peccato per il fumetto italiano perdere un autore così sensibile e attento nella costruzione dei personaggi. Questo Ritorno a Berlino è quindi l'ultima prova di Morales, l'ennesima dimostrazione del suo estro e della sua bravura nel filmare su carta le nuvole parlanti. Berlino, una città divisa da un muro invalicabile e metafisico, che permane nonostante sia stato abbattuto in un clima di guerra fredda che sembra non essersi davvero mai spento. La potente organizzazione Osiride 2 tutto controlla e sorveglia, anche a distanza di anni. Max è un giovane reporter, figlio di un giornalista “eliminato” perché ha visto troppo e che lui non ha mai conosciuto. Ad eliminare il padre è stato Renè, ma l'uomo non è riuscito ad uscire dal lavoro e passare alla prossima esecuzione, si è innamorato della madre di Max, l'ha aiutata a partorire ed è stato suo angelo custode fino a che anche lei è stata eliminata mentre era alla ricerca della verità. Oggi Max, quasi per scherzo, per trovare qualcosa con cui far scalpore nella sua trasmissione televisiva usa un vecchio libro che trova in casa, pensando di creare un falso scoop chiede a un politico se sappia qualcosa di una parola legata a quel libro, se sappia qualcosa di Osiride 2. Renè sa che Max ha fatto uno sbaglio mortale e torna a Berlino per cercare di difenderlo, per quanto l'età possa ancora permettergli. Perché il ragazzo è nei guai e con il suo stupido gesto ha già scatenato sulle sue tracce una masnada di killer.

Una storia avvincente, dall'aria malinconica e rarefatta dove spesso le tavole sono mute ed è solo il disegno a descrivere i fatti. Viene allestito un puzzle complicato dove non tutti i pezzi combaciano e dove è possibile cercare personali interpretazioni. Il nemico rimane in un'ombra invalicabile, l'obiettivo è cercare di rimanere in vita, salvare la propria famiglia, anche se non quella “ufficiale”. Max e Renè sono giocoforza il cuore del racconto, i due fraseggiano anche quando si trovano in situazioni distanti, uniti dal filo rosso rappresentato dall'amore per la madre di Max. C'è anche una giovane procuratrice ,ma il personaggio risulta per lo più abbozzato, dove pure superficiale e antipatico, un'aggiunta alla trama non necessaria e inserita a forza nell'economia del racconto. Inutile. Ma è solo un piccolo neo di una scrittura ricca di belle suggestioni e infarcita di ritmo e numerose scene d'azione dal taglio veloce e spesso sorprendente. Un'ottima prova, salvo quella piccola riserva sopra menzionata.
Graficamente siamo su alti livelli, tavole cariche di dettagli, scansione dell'azione decisa e chiara, personaggi che sono subito riconoscibili e non assomigliano a nessun altro, aspetto quantomai lodevole. Non vengono dimenticati i fondali e la costruzione grafica di una Berlino credibile e quantomai viva. Sfogliando velocemente le pagine si ha la sensazione che più di uno spunto sia mutuato al Leon di Luc Besson, ma il tutto rimane a livello di omaggio ed è decisamente gradito.
Ancora un bel numero per Le Storie. 
Talk0

sabato 13 aprile 2013

Superman – Man of steel


Primo spot tv!


Si avvicina la data per rivedere sul grande schermo l'uomo d'acciaio, ed eccoci pronti a mostrarvi il primo tv spot ufficiale offertoci da mamma Warner Bros. L'ultima fatica di Snyder appare decisamente in forma, soprattutto per merito di una fotografia indovinata, tra il rosso e il nero caravaggesco già sperimentato dal regista per 300. E dopo la summenzionata trasposizione dell'opera melleriana, dopo il film sui minuteman e il delirio dark-lolitico di ispirazione autoctona, mi sento di essere più che fiducioso dell'operato di Snyder, nonché sostenitore del suo modo adulto di rappresentare quelli che di fatto sono fumetti adulti. A guardare questi pochi frammenti, al di là dei topoi classici, della fortezza della solitudine e del volo (ma anche a voi pare che questo superman voli con la testa “a papera?”, io non faccio che pensare al fatto che sembri avere la testa a papera..), vedo armi spianate contro la “S “ per antonomasia (con la sua classica assonanza inglese che fa rima con... di milleriana tradizione-traduzione milleriana) e mi ritorna in automatico alla mente il capolavoro di J.M.Srtaczynski, Supreme Powers: beffardo che la visione più riuscita e moderna di Superman non venga dalla dc ma si riferisca al personaggio che ne è, in Marvel, il clone di più vecchia data, Hyperion (io mi sarei però spinto oltre... datemi un film su Sentry!!). Bene, tronfio di aver scritto qui sopra la frase più contorta che potevo realizzare, conscio del fatto che alla prossima parentesi che aprirò vi causerò vomito collettivo (...) posso serenamente aspettare il prossimo spot. 
Talk0

venerdì 12 aprile 2013

Carrie




Carrie White è una ragazzina che sta diventando donna. Le compagne di classe la trattano male per via del suo aspetto dimesso, per la sua eccessiva timidezza. La madre è una fanatica religiosa, completamente pazza, riempie Carrie di continue vessazioni e punizioni anche fisiche per un nonnulla. L'unica persona che non la tratti come un posacenere è Sue, una compagna di classe. Questa la invita ad aprirsi, a guardare il mondo sotto una luce diversa. Ma le angherie delle compagne sono sempre in agguato e per il ballo di fine anno è stato architettato uno scherzo davvero crudele. Peccato che Carrie sia un esp, un soggetto dotato di latenti enormi poteri paranormali. Le crudeltà subite verranno ripagate con il sangue. Brian de Palma dirige nel 1976 l'adattamento di un racconto di King. Ne fa l'inno alle trasformazioni dell'adolescenza quale periodo in bilico tra scoperta della sessualità, vista come piacere e al contempo come peccato, e ricerca del proprio io, condendo il tutto con la cinica visione del “vuoto” che da lì a poco attende con i fin troppo spensierati e superficiali anni '80. 
Carrie, l'originale di De Palma con la Spacek
De Palma sperimenta poi con la macchina da presa, gioca a decostruire l'immagine, nel frammentare l'inquadratura in più parti, donando alla pellicola la percezione di una ineluttabile e catastrofica escalation, maestosa nel conferire la carica orrorifica necessaria alla narrazione. Sissy Spacek è una Carrie straordinaria per umanità e al contempo freddezza, donando voce e corpo ad uno dei mostri-freak più amati nella cinematografia contemporanea. Piper Laurie è una spaventosa signora White, una mente malata ossessionata dalla religione che riempie di paure la figlia, incapace di provare alcun sentimento materno. Nell'ottimo e variegato cast figurano anche William Katt (l'amato Ralph supermaxieroe), un giovane John Travolta, una spregiudicata Nancy Allen (che vedremo in seguito, vestita, in Robocop) e Amy Irving. La pellicola è giustamente e meritatamente un capolavoro, da reperire appena vi è possibile. 
La nuova Carrie...
Oggi lo script viene rispolverato e “attualizzato” (termine orrendo anche perché spesso sinonimo di “non necessario”). La regia è affidata a Kimberly Peirce, una scelta non banale in quanto come cineasta ha più volte esplorato l'universo femminile, indagando sulla sessualità e le problematiche adolescenziali. Tra i suoi lavori si annoverano l'ottimo Boys Don't Cry e la serie televisiva The L World. A impersonare Carrie sarà Chloe Grace Moretz, attrice già di 48 pellicole e lanciatissima dopo il ruolo di Hit Girl in Kick Ass e nel prossimo Kick Ass 2, bravissima in Hugo Cabret e Dark shadows (presta pure la voce in originale a Lady Emily Kaldwin nel videogame Dishonored, che è figherrimo e di cui presto o tardi parleremo). A impersonare la signora White la sempre brava Julianne Moore, che amo alla follia dai tempi de Il grande Lebowski. Una pellicola da tenere bene in considerazione. 
Talk0

giovedì 11 aprile 2013

The Purge




Futuro non troppo lontano, ma ci auguriamo lontanissimo al punto di non vederlo mai. L'America è al collasso per via della criminalità e a qualche genio laureato in psicologia, dopo un abuso di sostanze stupefacenti (che crediamo abbia condiviso con gli sceneggiatori), viene l'idea delle idee, che prontamente geniali politici approvano e ne fanno legge. Per calmare i bollenti spiriti e le pulsioni bestiali insite nel depresso e sottopagato uomo moderno, viene concesso una volta all'anno, per 12 ore, un autentico Happy Hour delle scimmie. Chiunque in queste 12 ore, e senza sgarrare di un minuto, avrà carta bianca per radere al suolo la città, depredare, uccidere e distruggere rimanendo del tutto sereno e impunito. Ai cittadini per bene il consiglio è di barricarsi in casa, magari in una bella panic room da cui assistere alla devastazione della loro abitazione gustando pop corn, oppure munirsi di comodo e affidabile rifugio antiatomico. Sicché, durante l'happy hour delle scimmie, abbiamo una famiglia con a capo il sempre bravo Ethan Hawke, spaventatissima che, regolarmente munita di ponte levatoio con coccodrilli e squali annessi, bunker, panic room e shuttle per fuga disperata tra le stelle, sta lì, a guardare l'orologio, a chiappe strettissime. Ma per le strade qualcuno è in pericolo. Il pargolame si intenerisce e apre le porte della fortezza per offrire riparo al tapino. L'abitazione verrà invasa.

The Purge indaga sulle più ataviche paure umane, nella specie soffermandosi sulla “paura del prossimo” e sulla necessità-mancanza di sicurezza del nido familiare, pescando a piene mani dai ricchi archivi cinematografici tanto suggestioni da Funny Games quanto dal sottovalutato The Strangers. La messa in scena è piuttosto e anzichenò derivativa anche solo a buttare un occhio al trailer (verrebbe quasi da urlare al plagio), ma le credenziali della produzione, che annovera anche i blockbuster di Paranormal Activity, sembrano buone. Chissà, magari è un capolavoro. Ne riparleremo quando lo avremo visionato e sezionato a dovere. Talk0

mercoledì 10 aprile 2013

Elysium




Primissimo trailer per la nuova pellicola del regista di District 9 (che dovrebbe avere un seguito proprio dopo questo Elysium), film fanta-sociale sul razzismo e apartaid come non se ne vedevano da Alien Nation, prodotto con la collaborazione di Peter Jackson, cattivo, cinico, divertente e spettacolare: una piccola chicca. È la prima pellicola di alto budget per Neill BlomKamp e le aspettative sono molte, anche in virtù dei nomi coinvolti, come Matt Damon e Jodie Foster. In due soli minuti il mio Wow-ometro è impazzito più volte, vorrà pure dire qualcosa il mio wow-ometro.
La sinossi è per ora stringata e si ricava direttamente dalle immagini. C'è chi vive nell'Eliseo, un mondo perfettibile per pochi e danarosi eletti con maggiordomi robot, dove non si invecchia, non c'è guerra e nemmeno Amici di Maria De Filippi. C'è chi vive nella “città discarica”, ossia il resto del mondo, tra fame, morte, peste e visione obbligatoria ogni giorno dei tronisti over 70 della De Filippi, con repliche diaboliche anche durante il sonno rem. Qualcuno vuole andare a fare un giro di sopra, perchè L'Elysium pare essere proprio in alto.
Aspettative a mille, avvalorate dal fatto che Blomkamp è un “fratello” nerd, che per l'armamentario dei mecha di District 9 ha dichiarato, nel commento al dvd, apertamente di essersi ispirato ai missili a ricerca di Macross.
Cioè, devo aggiungere altro? Lo aspettiamo con ansia! 
Talk0

martedì 9 aprile 2013

The Goon




La città è invasa dagli zombi. L'unico che tiene testa alla loro minaccia e agli uomini pesce, agli scienziati pazzi, alle creature di altre dimensioni e ai più incalliti e perversi criminali è famiglia Labrazio con il suo potente e letale braccio armato, il gigante sfigurato noto come The Goon. In una zona dimenticata dalla polizia è Goon a costituire la legge, oltre allo spaccio della carne essiccata clandestina, ai bordelli e al giro di estorsioni varie. Un uomo apparentemente spietato, ma che conosce sentimenti e un forte attaccamento al suo quartiere, alla sua “casa”, che insieme al suo fidato inseparabile amico Franky tutto conosce e tutto “aggiusta”. Perché un pugno a volte vale più di mille parole. Ma per capire veramente chi sia Goon, forse mille parole non bastano.

Eric Powell è uno che di gavetta se ne è fatta tanta, tanto come autore quantocome disegnatore di comics. Dai fumetti di Buffy a Mad magazine, dall'Incredibile Hulk a Hellboy Weird Tales, dagli adattamenti di Star Wars ai Simpsons ha sempre dimostrato impegno e talento da vendere. Dopo tanta fatica crea The Goon, da lui scritto e disegnato, passando alla storia e vincendo un sacco di premi.
Powell come disegnatore è un autentico cavallo di razza. Contamina Kirby con Mignola, innaffia i personaggi con l'umanità di cui era capace solo Eisner, vivifica le atmosfere del Superman delle origini e dei suoi corti animati anni trenta con una spruzzata dell'animazione più moderna-retrò del Batman televisivo anni '90. Nasce un'opera che è solo visivamente di Powell, unica, così peculiare e personale che quando in rari casi a disegnare viene chiamato qualcun altro si storce quasi il naso, tanto è il divario. Un tratto morbido e versatile, inconfondibile, dalle matite vecchia scuola ma capaci di incredibile guizzo dinamico. Di colpo si scopre che personaggi massicci e precisi nella loro sintesi visiva sono dotati di una gamma inusuale di espressioni, di pulsante umanità. Colori temperati, spesso scalati in bianco e nero a sostengo di tavole ordinate, sempre chiare nella scansione dell'azione. Copertine realizzate con tecnica a olio meritevoli di una galleria d'arte.

Non da meno, il Powell autore. Goon parte in sordina, sicuro del fascino grafico non si spreca in dettagli cavalcando la potenza visivo-emozionale. I primi numeri costituiscono una galleria di piccole storie, apparentemente slegate tra loro, costellate di strilloni pubblicitari modello rivista del passato, quella che ti dà un numero da chiamare per ricevere a casa gli occhiali a raggi x. Poi scopri che è tutto collegato-collegabile, anche le pubblicità, che l'affresco è più grande e ben più interessante che a una prima occhiata, che la coralità è il vero punto di forza della serie ma che al contempo non può questa prescindere da un chara eccezionale e sfaccettato come Goon. Se quindi a prima vista sembrano tutte pedine, presto non potrete che amare personaggi come l'Avvoltoio e il Dr.Alloy, provare rabbia ma al contempo compassione per il Prete Zombie come per Grave e i suoi figli deformi. Imparerete a conoscere Franky e non potrete che tifare per lui. Ma Goon. Dopo La mia infanzia criminale e Chinatown non potrete che essere innamorati persi di lui, non potrete che andare oltre all'aspetto esteriore di questo bruto sfregiato e cattivo e scoprire uno dei personaggi più autentici, sofferenti e guasconi che il panorama fumettistico di sempre sia mai riuscito a create. A storie scanzonate si alternano quindi autentici pugni allo stomaco del lettore, ci si trova come pazzi a morire dal ridere per subito dopo piangere. In un panorama attuale che punta tutto sull'impatto ma langue in dettagli e cuore, The Goon è una mosca bianca.

Se date peso ai premi, The Goon ha già vinto 5 Eisner. Dovreste per lo meno essere incuriositi da un'opera che raggiunge un tale traguardo. Se non date peso ai premi, leggetelo comunque, magari partendo dal volume 6, l'autoconclusiva e fuori continuity Chinatown che viene venduta anche in volume brossolato mega lusso: un oggettino significativo da mettere a fianco a V per Vendetta, Watchmen, Kingdome Come, Red Son, Return of the dark Knight, Arkham Asylum ed Elektra Lives.
Quindi è vera manna per noi che la Panini lo abbia riportato in Italia, ripubblicandolo dall'inizio, in volumi di pregevole fattura da fumetteria. Ve lo consiglio, senza alcuna riserva.
David Fincher da tempo sta cercando di produrre un film o una serie su The Goon, al momento su Kickstarter si stanno raccogliendo fondi e speriamo che presto l'operazione abbia la visibilità da meritare l'apporto, essenziale, di una major (e per certe “affinità” non vedrei male come major la Warner). Qui sotto un trailer autoprodotto da Fincher con Powell, nella speranza di avere presto buone nuove sull'argomento.

Sì, amo questo fumetto. 
Talk0

lunedì 8 aprile 2013

Death Note


 Nuova versione dvd by Dynit

Ryuk è un dio della morte, una creatura mitologica immortale che sottrae la vita dagli uomini appuntando su un taccuino quando questi defungono. Ryuk vive un'esperienza monotona, circondato da altri dei della morte tutti bruttissimi e vivendo in una specie di inferno stra-monotono. Ryuk si rompe le palle, non è un grosso mistero. Un giorno un suo collega smarrisce il suo taccuino o Death Note. Ryuk lo ritrova e siccome si rompe le palle decide di fare un salto nel mondo degli uomini e piazzare strategicamente il taccuino in mezzo ad una strada, vuoi mai che qualcuno lo raccolga e voglia farci qualcosa. Sulla strada del taccuino di imbatte Light, uno studente modello avviato ad una veloce e raccomandata carriere nella polizia. Il taccuino è pieno di regole sull'utilizzo, ma quello che colpisce maggiormente Light è il fatto che si può uccidere chiunque sulla Terra, unicamente scrivendo sul detto taccuino il nome della persona che si vuole uccidere, sempre che se ne conosca il viso. Si potrebbe uccidere facilmente i peggiori terroristi della Terra così, compreso Magneto, il Team Rocket e il Dr.Hell! Ryuk compare a Light quindi, deciso a seguire il ragazzo per un po', ma il ragazzo è già immerso nella sua personale opera di sterminio per impressionarsi troppo circa il fatto che un brutto demone alato di 3 metri stia parlando con lui. Ryuk trova che quell'esaltato di Light sia un soggetto interessante. Poi Light e Ryuk parlano su cosa ci sia dopo la morte. 
Questo è il passaggio più importante di tutta l'opera, il cuore pulsante e il motivo del molto, giustificato, successo che Death Note ha goduto negli anni. La risposta di Ryuk differisce tra anime e manga, io preferisco quella del manga, ma arriva solo alla fine. Noi non sapremo di quella risposta fino all'ultima puntata dell'anime come del fumetto. È in quella risposta che si radicano le ragioni di Light e l'opera non può essere correttamente compresa senza questo vitale passaggio. Ma torniamo indietro, torniamo al primo incontro di Light con Ryuk. Light inizia l'opera di pulizia della società partendo da terroristi, dittatori e delinquenti noti. La televisione gli dà informazioni immediate dei decessi provocati dall'evoluzione della sua penna sul taccuino maledetto. Poi inizia a sentire in giro che la gente parla di lui: un killer misterioso sta portando la “giustizia” nel mondo, le città sono più sicure perché il killer, o “Kira”, li punirà. Mentre Light si ingegna su un modo per purificare al meglio il mondo e al contempo escogita trucchi sempre più elaborati per nascondere le sue tracce ed eventualmente distruggere il taccuino in caso estremo, ecco che si presenta davanti a lui un terribile antagonista. Si chiama “L”, è conosciuto come il detective più abile del mondo, l'uomo che viene chiamato per risolvere i casi più intricati. Solo che nessuno sa come si chiami realmente “L”, come nessuno ne conosce il volto. Light-Kira è un ragazzo attraente, di successo, con una ferrea volontà e spirito di giustizia. L è un ragazzo strano e dimesso, geniale ma in qualche modo sgradevole, con un'alta concezione della giustizia legata alla necessità quasi fisiologica di comprendere e capire i puzzle come le persone. L sfida Kira-Light in diretta televisiva a ucciderlo. Kira perde la calma e L nel contempo scopre il metodo con cui Kira uccide, la possibile età e pure il probabile luogo dove vive. L è un mastino letale, i due ingaggeranno una guerra psicologica volta ognuno a scoprire l'identità dell'altro e a fermarlo.

Difficile schierarsi, difficile non parteggiare per Kira o L o per gli altri personaggi che si avvicendano nel corso della narrazione (il mio preferito è Mello, una mente lucida e perversa, ma mai al punto di essere mostruosa-inumana, forse il personaggio con cui è più facile identificarsi al di là di alcune trovate geniali-folli come quella del missile... un mito). Un manga sul quale è possibile comunque imbastire un dialogo tra i fan (o almeno provarci) sui concetti di “giustizia” e “libero arbitrio”. Certo, a età e contesti sociali diversi corrispondono opinioni più mature o più ingenue, ma mai come in questo caso ho trovato spunti stimolanti di conversazione. Alcune interpretazioni mi hanno pure fatto inorridire e valutare timorosamente “ma con che persona sto parlando?”, ma credo sia sempre un bene che vengano a galla alcuni lati del carattere dei nostri amici-interlocutori, è sempre bene nutrirsi di una certa vitalità intellettuale. W le opere che permettono una discussione, a qualsiasi livello.

Tsugumi Ohba crea uno dei manga di maggiore successo di sempre, tradotto e ristampato all'infinito e il cui successo non accenna a calare. Anche il personaggio di L piace moltissimo; nasce così lo spin off Death Note Another Note, che vede L investigare sul caso di un serial killer a L.A. Vengono prodotti film dal vivo, viene prodotta la bella serie animata oggetto di questo articolo, affidata alle sapienti mani di Mad House, di ben 37 epidosi. Ci sono, come sopra evidenziato, alcune piccole differenze con il manga, ma nel complesso il quadro è piuttosto omogeneo. Le animazioni sono belle e curate, del tutto fedeli al manga. Magari una così pedissequa esecuzione dell'opera base rende manga e anime opere al 98% complementari. In poche parole, se avete già letto il manga non si ha un particolare motivo di attrattiva nel vedere l'anime e viceversa. Magari a distanza di anni sì, ma in tempi ravvicinati non ha davvero, a mio avviso, alcun senso. Panini video già anni fa confezionava una ottima versione animata, che veniva trasmetta su MTV e godeva pure di una buona versione in dvd. Al momento sembra che Dynit disponga di master più recenti, recanti una definizione dell'immagine presumibilmente migliore. 
Non si hanno informazioni circa un nuovo doppiaggio o meno o sul fatto che siano allegati ai dvd pupazzini, figurine, libretti e accessori vari. É comunque un bene che si parli ancora dell'anime di Death Note in quanto il fumetto viene ancora regolarmente ristampato mentre l'anime by Panini è abbastanza irreperibile: per i fan quindi questa nuova distribuzione è di sicuro un'occasione per completare la collezione. E conoscendo Dynit non escluderei che pure i film dal vivo prima o poi possano arrivare.Come sono i film dal vivo? Eccovi un trailer...


Inquietante vero? Sì la versione di Dani California dei red Hot più inquietante di sempre. 
Talk0